Eh si... no, non qui in primo piano... loro salgono làggiù in fondo, sotto a quell'alberello sparuto. Una salitona con il 90% di pendenza, condita da un paio di salti così, tanto per destabilizzare l'assetto della moto, e un muro - letteralmente un muro - di 5 metri da saltare.
Beh, dico solo una cosa: io mi son cagato in mano anche solo a vederlo.
X-Treme Lumezzane: cronache di una serata di enduro-delirio.
La pista.
Ora, secondo me non sono mica tutti in squadra questi qui. Vanno con le moto su strade che strade non sono: fango, ghiaia, pietre, greti di fiume, salite, discese, curve a gomito... non c'è mai un metro uguale all'altro. E tutto rigorosamente disconnesso. Quando c'è del piatto, s'inventano le difficoltà e si mettono ad impennare, derapare, fare stoppies, saltare... insomma, si divertono come deficienti.
Le salite.
La parte più bella di una gara di enduro è quando, invece, nel bel mezzo di una cazzo di salita si pianta la moto. E' li che vedi la vera passione enduristica: decine di persone che in settimana fanno gli operai, gli impiegati, gli avvocati, i commercialisti, i notai.. che gettano una fune, agganciano il povero pilotino e si fanno infangare fino in gola per trainarlo in cima al colmo. Perchè? Perchè l'è divertente! E soprattutto, perchè sperano che così facendo si possano aprire un bonus per la domenica successiva, quando saranno loro i piloti in panne a metà salita.
Le discese.
Nell'enduro, non ci son discese. Ci son PRECIPIZI. Da 1000 mt fino a livello del mare in un lampo. Par di vedere un Mustang della Seconda Guerra Mondiale che precipita. Fiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii... Anzi no.... Brrraaaaaaaaa brraaaaaaa brraaaaaaaaa... perchè questi pazzi furiosi non solo si buttano a capicollo, ma ACCELERANO pure, in discesa!
L'avviamento.
Dettaglio tecnico: le moto da enduro l'avviamento elettrico non ce l'hanno. E non hanno nemmeno i motorini d'avviamento come i pilotoni del MotoGP. Le moto di enduro hanno la pedivella. La pedivella non è altro che la croce della Via Crucis. E' l'unica parte della moto che la può riaccendere in caso di "ciuf" del motore, nonchè l'unica parte della moto che in caso di "ciuf" del motore.. NON FUNZIONA. Misteri della meccanica. Percui il pilota che fa? Scalcia. Come un mulo. Lì in mezzo alla polvere - o in mezzo al fango, dipende dal livello di bastardaggine del meteo - con casco, pettorina, guanti e stivaloni si deve mettere a scalciare sulla pedivella finchè il motore non riparte. E non ci son santi, il motore non riparte MAI al primo tentativo.
I salti.
Ci sono i comuni mortali: sbucano su dalla conca, attaccano la salita, fanno il salto - che è anch'esso in salita -, atterrano, fanno l'altro salto - che è anche questo in salita, un po' più in alto del salto di prima -, atterrano, finiscono la salita, girano... tutto normale.
Poi ci sono i missili. I missili non arrivano: PIOMBANO. Saltano su dalla conca, spalancano il gas, aggrediscono il primo salto, rimangono in volo, rimangono in volo, rimangono in volo, staccano le gambe dalle pedane, rimangono in volo, staccano le mani, rimangono in volo, fanno una balalaika, rimangono in volo, atterrano... e devono già far la curva perchè son lunghi!!
La compagnia.
Gli enduristi son tutti amici. Fanno caciara, fanno casino, si aiutano, si tirano, si spingono. Mangiare lo stesso fango è un po' come condividere la Comunione in chiesa la domenica: siamo tutti fratelli.
La scimmia.
Maledizione, adesso mi è venuta la smania di rotolarmi nella polvere anche a me. Dovrò andare a provarlo, questo enduro.
PS: dovrei scrivere qualcosa sulle implicazioni sentimental/personali che mi hanno "turbato" il sabato sera ma... ne sono troppo geloso. Ho trovato due persone splendide, che mi hanno aperto il loro cuore e la loro casa, pur senza conoscermi. Grazie Isa, grazie Ame. Anzi, grazie fes!
